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 INVITO   /  PROGRAMMA PALERMO 7/04/2017/ SEMINARIO

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  INVITO ALL'INCONTRO

"L'ITALIA E I MIGRANTI: LE POLITICHE EUROPEE E LE PROPOSTE DELLE REALTÀ LOCALI" - Palermo 7/04/2017

 

Le esperienze e le buone pratiche di accoglienza e di integrazione della Sicilia a confronto

 

BUONE PRATICHE

Fare uscire da una condizione di inattività e passività i migranti e suscitare nella comunità locale che li accoglie la consapevolezza di ospitare una risorsa per il territorio e non un corpo estraneo: è stato questo l'obiettivo raggiunto da un percorso di integrazione avviato dalla prefettura di Palermo nei comuni di San Giuseppe Jato e Piana degli Albanesi, dove i migranti hanno svolto lavori socialmente utili come la manutenzione del verde urbano.

Un esperimento realizzato grazie a un protocollo intrapreso con i sindaci che ospitano centri di accoglienza che lo hanno adottato in giunta, consentendo così ai migranti di lavorare per sei mesi su base volontaria e sotto copertura assicurativa. 

È solo una delle buone pratiche emerse durante l’incontro su "Italia e migranti, le politiche europee e le proposte" organizzato dalla rappresentanza in Italia della commissione europea e dai centri di informazione Europe Direct, nell’aula magna del dipartimento di scienze economiche dell’Università di Palermo.

Una necessità dettata anche dai numeri degli ultimi arrivi diffusi alla conferenza: a Palermo, nel solo biennio 2014-2015 si sono registrati 40 sbarchi con oltre 17mila migranti, di cui 2134 minori, mentre dal 2016 a oggi sono stati 21 gli sbarchi con oltre 12 mila migranti, tra questi, 2146 i minori e 1581 quelli non accompagnati, un dato quasi triplicato rispetto al 2015. 

 «L'Italia in fatto di integrazione non è seconda a nessuno e Palermo ha tante buone pratiche da mostrare al resto d’Europa - ha detto Beatrice Covassi, rappresentante in Italia della commissione europea - solo l’anno scorso nel nostro Paese sono stati registrati circa 180mila arrivi, non è un fenomeno di fronte al quale eravamo attrezzati, ma è necessario, per questo è importante guardare alle buone pratiche».

Tra queste, c'è un’ipotesi di lavoro lanciata dal prefetto di Palermo Antonella De Miro alla quale starebbero guardando altre regioni, cioè garantire la continuità scolastica ai minori in procinto di compiere la maggiore età tramite un tavolo tecnico operativo permanente tra scuola, comune e prefettura. 

 «Il problema di fondo sul tema dell’accoglienza è un deficit di solidarietà - ha detto l’europarlamentare Caterina Chinnici - è importante adeguare la legislazione europea con la riforma del sistema di Dublino e al tempo stesso far conoscere le buone pratiche che pur con pochi mezzi riusciamo a realizzare, farle conoscere è un sistema che può aiutare a sollecitare la solidarietà».

«Nel 2012 eravamo consapevoli di essere sull'orlo del baratro, la nostra era una regione pronta per il default. Oggi abbiamo assistito al risanamento dei conti della sanità, abbiamo entrate certe e uscite coperte, non vogliamo dire di essere la prima regione, ma certo siamo degni di attenzione perché abbiamo fatto un lavoro straordinario, spesso in solitudine e con scelte poi risultate impopolari. Quindi non è che la politica non ne abbia condiviso gli obiettivi, ma la responsabilità delle scelte, con i continui attacchi da parte di quella parte di maggioranza che pur essendo parte del governo poi si è tirata fuori».

Lo ha detto la vicepresidente della Regione, Mariella Lo Bello, intervenendo all’incontro su «Italia e migranti, le politiche europee e le proposte» organizzato dalla rappresentanza in Italia della commissione europea e dai centri di informazione Europe Direct. "Finora non c'è stato un buon dialogo con il parlamento siciliano - ha aggiunto Lo Bello - spero che da qui alle elezioni possa riconoscere quanto fatto. Con i conti a posto e con le risorse della comunità europea possiamo evitare di far ricomparire gli stessi fantasmi del passato.

 

 

 

 

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